La guida di Houston: One fifth

A Houston, abbiamo un certo numero di chef che sono celebri (che è diverso da celebrity chefs). Questi sono chef che sono conosciuti presso i mangioni della cittá in quanto possiedono e gestiscono con successo il/i loro ristorante/i.

Uno di costoro è Chris Shepherd. Proprietario ed executive chef di “Underbelly”, fondato nel 2012, recensito sul NY Times nel 2013, vincitore del James Beard award (il Nobel dei cuochi USA) come Best Chef del Southwest nel 2014, ed un autentico genio, secondo me!
La scorsa estate questo Chris Shepherd decide di aprire un altro ristorante, chiamato “One Fifth”, un ristorante che cambierá pelle ogni anno per i prossimi 5 anni, cominciando come una steakhouse (che, essendo questo il Texas, è stata una scelta che vuole vincere facile…)

All’arrivo, si viene subito accolti con il bicchiere d’acqua ghiacciata d’ordinanza in tutti i ristoranti, ma anche con la pezzetta calda per pulire le mani, cosa che io considero molto elegante.
Il vostro cameriere poi viene a presentarsi, a lasciarvi il menu e ad informarvi che quello che avete erroneamente scambiato per il solito lumino da tavolo, è in realtá grasso di manzo chiarificato, profumato di rosmarino e chissá che altre erbette… mentre state ancora cercando di riprendervi dalla rivelazione, il cameriere estrae lo stoppino e vi lascia soli con il pane… delizioso!

La prima volta che siamo venuti qui era aprile, e la nostra cameriera Jackie ci ha suggerito uno dei cocktails della casa, il Provençal Collins ($13), una variazione del Tom Collins fatta con dry gin francese (fanno il dry gin in Francia???), limone, lime ed erbe provenzali. Io di solito sono diffidente, per non dire scettica, sui cocktail invenzione dei ristorante, ma in questo caso per fortuna mi sono fidata di Jackie! Il cocktail era meraviglioso, un po’ come bere profumo francese… e lo so che non sembra un gran complimento, ma invece lo è.

Mi è piaciuto talmente tanto che l’ho ordinato pure nella nostra seconda visita. Il marito, che è un tipo tradizionalista, ha ordinato un Manhattan (con rye whisky) e un Old Fashioned, e dice che anche i classici sono stati preparati alla perfezione ($14 l’uno).
Per quanto riguarda gli antipasti: la prima volta abbiamo diviso una tartare di manzo ($14), molto ben fatta.

La seconda volta abbiamo ordinato le costine di manzo ($18) ed il prosciutto 18 mesi ($14). Le costine erano presentate con dei piccoli peperoncini verdi, pesche ed arachidi a pezzettoni, in un mix che non ci ha molto convinto.

Il prosciutto era tantissimo, ed era presentato con fette di formaggio rese croccanti da uno strato di zucchero caramelizzato ed una mostarda abbastanza violenta: il prosciutto di per sé era un pochino deludente per un palate italiano, ma il piatto nel suo insieme era molto gradevole.

Come piatto principale, la prima volta abbiamo preso il filetto d’agnello alla Wellington ($42, ampiamente al di sopra delle possibilitá della cucina, erano presenti tutti gli errori che si possano fare preparando un wellington… poco fa si parlava di celebrity chef: Gordon Ramsay avrebbe fatto uns strage) and a 100 day hanger steak ($35, non male, ma nemmeno tenera, ecco).

Per la seconda visita ci siamo ricordati che il posto dopotutto è una steakhouse,e, dopo consultazione con Shawn, il nostro cameriere, abbiamo deciso di condividere una long bone ribeye ($115, meritava fino all’ultimo centesimo). Non ho alcun dubbio che sia la miglior bistecca che ho mai mangiato.

In entrambe le esperienze abbiamo avuto il coraggio di ordinare anche dei contorni, ed in entrambi i casi erano geniali. Un’insalata di carote (crude, arrostite e brasate) che aveva un bel contrasto di consistenze e sapori ($12) ed una melanzana arrosto ($14), ripiena di feta e mandorle, con un deciso aroma di arancia: proveró a ricrearla a casa, prestissimo!

Quindi, se vi trovate a Houston nei prossimi 41 giorni affrettatevi ed andate a provare One Fifth: il primo anno sta per scadere e la steakhouse chiuderá definitivamente il prossimo 31 luglio, per riaprire il 1 settembre come ristorante francese/spagnolo/italiano.
Di solito noi siamo diffidenti, per non dire scettici, sui ristorante italiani fuori dal territorio patrio… e specie in un paese dove Olive Garden passa per ristorante italiano… ma credo che per Chris Shepherd faremo un’eccezione!

One Fifth
1658 Westheimer Rd (Montrose)
Tutti i giorni, dale 17 alle 23
http://www.onefifthhouston.com



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