La guida di Houston: Saint Arnold Brewing Company

Alle volte penso che faccio cose che potrebbero costarmi il passaporto: bevo tè la mattina, non caffè; pure peggio, io comincio a bere caffè piú o meno quando i miei connazionali smettono, cioè alla frontiera, perché preferisco il caffè lungo americano all’espresso; il calcio non è il mio sport preferito, e ad essere sincera non entra nemmeno nella mia top 3.
E berrei birra piuttosto che vino, in ogni momento.
Questo potrebbe dipendere dal fatto che mio padre ha lavorato in Belgio durante la fase molto delicata dell’adolescenza, e che la birra belga è la migliore… non saprei.
In ogni caso, è una fortuna che qui in Texas la birra è buona, almeno per gli standard nordamericani, merito sicuramente di tutti i Tedeschi ed i Cechi che si sono trasferiti qui verso la metá del 1800.
Ho giá messo in calendario una visita alla Spoetzl brewery in Shiner, una delle piú vecchie birrerie indipendenti degli USA.
Qui in Houston abbiamo la Ziegen Boch e la piú vecchia birreria artigianale del Texas, Saint Arnold.

La birra che mi ha fatto conoscere Saint Arnold è stata la Texas Honey Saison, della serie Icon: birre particolari che vengono prodotte per 3 mesi e poi mai piú. Capite bene la tragedia se te ne piace una! La consapevolezza che non la potrai gustare mai piú… infatti io mi sono messa da parte le ultime 2 bottiglie, in attesa di un’occasione che le meriti …ma poi non riesco mai a convincermi che sia davvero davvero l’occasione giusta per stapparle.
Per fortuna, fanno anche delle ottime birre tra quelle disponibili tutto l’anno: a me piacciono la Lawnmower (una kölsch di stile tedesco) e la Santo (kölsch scura), ed anche la Ale Wagger (una brown ale) non è niente male.
E poi ci sono le birre stagionali, che ti danno qualcosa da aspettare durante l’anno: quella di adesso, la Summer Pils dall’etichetta arcobaleno, la Oktoberfest (molto maltata) e la wit di stampo belga White Noise.

Saint Arnold Brewing Company ha festeggiato i 23 anni di attivitá proprio lo scorso weekend. Houston non aveva una sua micro brewery fino al 1994, quando un certo Brock Wagner fondó Saint Arnold. Pare che Brock abbia cominciato la sua carriera come birraio freelance nel suo dormitorio alla Rice University, qui a Houston. Sette anni dopo la laurea, si è messo in affari con in tale Kevin Bartol ed il resto è storia.

Saint Arnold himself welcomes you as you enter the door.

La birreria è dedicata a Sant’Arnoldo di Soissons, vescovo di Metz attorno all’anno Mille. Pare che quando questo Sant’Arnold ad un certo punto si retiró dalla sua sede vescovile per fondare l’abbazia di Saint Peter of Oudenburg, in Belgio. Dove ovviamente cominció a produrre birra e ad incoraggiare i suoi parrocchiani a bere birra invece che acqua. Cosí, quando sopravvenne un’apidemia, la sua comunitá si salvó, perché invece di bere acqua contaminata bevvero birra, in cui l’acqua viene bollita durante il processo di produzione.
I ragazzi alla birreria raccontano anche di una leggenda in cui fu invocato l’aiuto di Sant’Arnold, e per miracolo un avanzo di boccale di birra bastó a dissetare un’intera processione di pellegrini diretti a Metz…
In ogni caso, che sia per l’epidemia o per il miracolo della moltiplicazione della birra, Sant’Arnold è diventato il santo patrono dei birrai.

Durante la visita, ci hanno spiegato che per potersi fregiare di questo titolo, una birreria artigianale negli Stati Uniti deve essere piccola (max 6 milioni di barili all’anno), tradizionale ed indipendente.
Saint Arnold è piuttosto piccola, dal momento che nel 2015 ha prodotto un decimo del massimo consentito (622mila barili).
È piuttosto tradizionale, dal momento che usano solo i tradizionali quattro ingredienti della birra: acqua, cereali (ma non mais o riso), luppolo e lievito.
Ed è indipendente, perché non fa parte di nessun gruppo di produttori.

The board last summer, when we visited.

Vistare la Saint Arnold Brewing Company è divertente, ed è anche gratis dal lunedí al venerdí, mentre il sabato si pagano $10 che peraltro includono il set degustazione di 4 birre da 8oz (circa 25 cl) ed un bicchiere come souvenir.
L’atmosfera è molto rilassata, in stile con il resto di Houston, e per i pochi giorni in cui è piacevole stare all’aperto, si è incoraggiati a portare snacks, giochi, sedioline pieghevoli e teli per picnic. L’unica cosa che non si puó portare, ovviamente, è il cane. Per lo stesso motivo, durante i giorni lavorativi, occorre portare scarpe chiuse. D’altra parte, le scarpe chiuse sono sempre una buona idea quando si visitano gli impianti.

Un membro del team vi porta in giro e vi spiega come si fa la birra:
1) acqua e cereali vengono mescolati in un recipiente chiamato mash kettle, e lasciati a macerare per circa 1 ora
2) in un secondo recipiente la miscela viene separate per gravitá
3) il luppolo viene aggiunto alla fase liquida (chiamata “wort”) in un recipiente chiamato wort kettle, per conferire la tipica amarezza della birra
4) una centrifuga separa le parti pesanti dal liquido, che viene pompato alla fermentazione
5) il lievito viene aggiunto nei fermentatori, dove la birra rimane fino a maturazione.

Fermenters

Alla fine del tour, si è liberi di vagare per un’enorme stanzone dove è possibile mangiare e ovviamente bere le birre della casa, circondati da simpatico murales di Sant’Arnold e di Houston.

Houston celebs

The famous sign, in the place where it should be

Il mio preferito: Sant’Arnold al PLC…

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