Qualcuno va in Salento, quest’estate?

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Ve lo dico subito: fate male! Meglio andarci non in altissima stagione, ma d’altra parte se uno le ferie le ha in agosto, come può fare?
Potrei tediarvi per ore sulla storia e la geografia della Puglia e del Salento, ma siccome siamo gente di cultura, per prima cosa vediamo cosa si mangia… d’altra parte questo è un foodblog, no?

Storicamente la Puglia è terra di contadini, che coltivavano la terra nei latifondi che ne hanno fatto per secoli il granaio d’Italia. Non c’è da stupirsi perciò se si tratta di una cosiddetta “cucina povera”, anche se in realtà sfrutta le numerose eccellenze eno-gastronomiche del luogo.
Cominciando proprio dal grano, dalla pasta e dai prodotti da forno: friselle e taralli, oltre naturalmente al pane, la puccia, e le sue figliole farcite con olive e/o pomodoro, le puccelle. La farina d’orzo è molto usata, perché era più economica di quella di grano per le popolazioni povere.
Vi basterà inoltrarvi poco per le tortuosissime strade di campagna, e vedrete distese di ulivi a perdita d’occhio. L’olio d’oliva pugliese è un olio dal sapore deciso, e viene usato per conserve di verdure sott’olio: gli amarognoli lampascioni, le selvatiche paparine, i salmastri critimi.
Tradizionali sono anche i formaggi di latte di pecora e capra, dalla caciotta leccese al cacioricotta da grattugia.
Tra le carni, oltre alla pecora, si mangia anche il cavallo, che veniva usato per i lavori in campagna, e poi mangiato quando invecchiava. Le interiora andavano fortissimo, in quanto i tagli pregiati andavano alle classi più abbienti.
Poi, essendo una penisola, il Salento è circondato dal mare per tre lati, ovviamente anche il pesce è presente, specialmente il pesce azzurro, che ora abbiamo tutti rivalutato, ma che per secoli è stato considerato di minor pregio, e dunque alla portata dei più poveri.

La cucina tipica del territorio riflette tutto questo.
Specialità tipiche che potrete mangiare come antipasto sono le pittule, delle palline di pasta di pane fritta, tal quale oppure con inclusioni dolci o salate.
Per primo sono da provare: ciceri e tria (tagliatelle coi ceci, la pasta è mezza lessa e mezza fritta), orecchiette con le rape (ma d’estate non è stagione di cime di rapa); sagne ‘ncannulate (un formato di pasta che sembra una ciocca di capelli ricci, ve le ho mostrate qui) con sugo di pomodoro e ricotta forte; fave e cicoria (ma d’estate non è stagione neanche di cicoria!), purè di fave secche con cicoria lessa condita solo con olio, sale e pepe; orecchiette con le brasciole (con il sugo degli involtini e gli involtini medesimi).
Per secondo: tajeddha (riso, patate e cozze); polpo alla pignata, pezzetti di cavallo al sugo; brasciole (involtini) al sugo; turcinieddhi (involtini di interiora di agnello alla brace).
Tra i dolci, forti le influenze mediterranee: la pasta di mandorla la fa da padrona, anche se il dolce tipico salentino, il pasticciotto, non ne fa uso.

Ma tra un’abbuffata e l’altra, cosa fare?

Andare al mare, naturalmente! La cosa comoda del Salento è che ha due coste dalle caratteristiche antitetiche: la costa adriatica con i suoi scogli, e la costa ionica con le sue spiagge. Ce n’è per tutti i gusti, e soprattutto… se un giorno c’è troppo vento da una parte, si può sempre andare dall’altra.

Io sono un tipo da scoglio, quindi per me è costa adriatica.
Il mio posto preferito è Frassanito, che è mezza spiaggia e mezzo scoglio, e c’è da camminare parecchio per raggiungere la spiaggia.

A Torre S.Andrea bisogna andare presto, sennò finiscono i posti sugli scogli. Peraltro gli scogli sono la ragione per cui a Sant’Andrea si sta così bene: più di tanto non diventa affollato. Ignorate la piccola spiaggetta piena di gente e di alghe, e proseguite: sarete ricompensati da questa vista…

Torre Sant'Andrea

Torre Sant’Andrea

Diventa molto affollato invece a Torre dell’Orso, unica spiaggia vera della zona: imperativo andare presto, obbligatorio se si vuole trovare posto alla spiaggia libera. La parte libera è alle estremità della baia, in mezzo sono stabilimenti. In ogni caso, io consiglio la parte verso destra guardando il mare, perché così la nuotata verso gli scogli (le due sorelle) è più breve. Inoltre, la vista camminando sopra la scogliera non si batte.

Roca è bellissima, con la torre e gli scavi romani… solo non vi tuffate da sopra la scogliera, perché l’acqua non è abbastanza alta (lo dico sempre a tutti da quando ho visto 3 milanesi che a momenti si ammazzano).

Roca

Roca

Sulla strada tra Roca e Torre dell’Orso, sulla sinistra a un certo punto c’è la grotta La Poesia, che in realtà non è una grotta… ma è comunque degna di nota.
Scendendo ancora più a sud, verso i laghi Alimini ci sono altri posti meravigliosi: oltre alla spiaggia dell’Alimini ed a quella di Acquachiara, c’è la Baia dei Turchi.


Baia dei Turchi è la mia seconda scelta. Il posto si chiama così perché si narra che qui siano sbarcati i Turchi nel 1480, ed è composto di tre diverse località che si raggiungono dal parcheggio infilandosi in un sentiero attraverso la pineta oppure in un altro. C’è la Baia dei Turchi, Torre Santo Stefano e le Conche.

Sullo Ionio invece, so che vanno molto di moda la cosiddette “Maldive del Salento” giù verso Pescoluse… sono andata a dare un’occhiata e mi hanno lasciato piuttosto indifferente. Preferisco le spiagge più a nord: Punta Prosciutto, Baia Verde e persino la spiaggia di Torre San Giovanni a Gallipoli.

Anche sullo Ionio è possibile imbattersi in località con scogli, come ad esempio Punta Suina. La mia preferita è Porto Selvaggio: la “spiaggia” è lontanissima dal parcheggio, e all’interno della caletta sbocca una risorgiva freddissima. Se però si fa la fatica di arrivarci, il posto è così…

Dovunque andiate, troverete un mare di gente, ed anche molta sporcizia e parecchia inciviltà. Armatevi di santa pazienza.

Se il tempo è così così, o se vi siete rotti di andare al mare, il Salento consente anche moltissimi mini-tour per passare una giornata diversa.

LECCE & DINTORNI

Secondo me, l’unica cosa per cui vale la pena di pagare il biglietto è il museo del teatro romano. Il castello non risulta molto interessante: per anni è stato sede di una caserma dei Carabinieri (giuro!), e non so se siano stati condotti lavori di recupero recentemente.
Ma il bello di Lecce è andare a zonzo per il centro della città, da Santa Croce, a Sant’Irene, passando per l’anfiteatro romano a Piazza Sant’Oronzo, per piazza Duomo e fino a Porta Napoli.

L1 San Matteo

San Matteo

A Lecce si mangia cucina del territorio. Il mio consiglio è telefonare sempre: a Lecce può accadere che i ristoranti siano chiusi per ferie in agosto… dico può capitare, perché a noi è capitato! Inoltre, preparatevi al fatto che il servizio in alta stagione non sarà impeccabile: armatevi di santa pazienza e sorseggiate un bicchiere di vino.

Le Zie

Le Zie

Cucina casereccia (noto come “Le zie”) via colonnello A. Costadura 19, tel 0832-245178; chiuso lunedì e la domenica sera. Dentro quella che una volta era un appartamento, dovrebbe essere la vostra prima scelta. Mangiate tutto, se potete, è tutto ottimo. Infatti il locale è raccomandatissimo, però è molto piccolo e prenotare è obbligatorio.

Alle due corti, corte dei giugni 1, tel 0832-242223; chiuso la domenica. Anche qui prenotare è meglio, se no l’attesa può essere lunga. Raccomandato soprattutto per ciceri e tria e per fave e cicoria. Cantina di tutto rispetto.

Osteria degli spiriti, Via Cesare Battisti 4 tel. 0832.246274; più elegante come aspetto e come presentazione dei piatti.

Trattoria Nonna Tetti, Piazzetta Regina Maria, tel 0832-246036. L’ambiente è molto rustico: le sale sono in pietra leccese con volte a botte. E’ anche il più economico: sono anni che non ci vado, ma appena aperto erano ottimi il polpo alla pignata ed i pezzetti di cavallo al sugo. Il servizio non era proprio di ottimo livello, ma i prezzi davvero irrisori.

Se siete dell’idea di un bel gelato, Natale, Via Trinchese 7, tel 0832.256060. Proprio accanto a Piazza Sant’Oronzo. Ed anche prendere i pasticciotti per la colazione del giorno dopo non è una cattiva idea.

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C’è anche chi i pasticciotti li preferisce al Caffè Alvino, Piazza Sant’Oronzo, 30…

E siccome un buon caffè (normale, in ghiaccio, con il latte di mandorla…) è imprescindibile, proseguite lungo via Trinchese fino ad incrociare via XXV Luglio, il bar Avio è al numero 16.

Un’altra fermata interessante può essere la cioccolateria Maglio, via Templari 1. Artista del cioccolato. Buono tutto, raccomandatissimi i fichi ricoperti di cioccolato (non so se li fanno in questo periodo) e le scorzette d’arancio candite.

Quando avete finito tutti i ristoranti segnalati a Lecce, potete fare pochi km di tangenziale verso sud, ed uscire a CAVALLINO. Assolutamente raccomandato, Osteria del Pozzo Vecchio, Via M. Silvestro 16, tel 0832-611649, chiuso il lunedì.

Qui sotto, alcune delle meraviglie che abbiamo assaggiato nel corso degli anni.

Altrimenti, GALATINA: da vedere la chiesa di Santa Caterina di Alessandria, la risposta salentina a Giotto. Dopo si può andare a mangiare a Anima & Cuore, Corso Garibaldi 7, tel 0836.564301 – Cell. 329.2273200. Si può mangiare in terrazza (badando bene di dare le spalle all’orrendo ecomostro di fronte).

LA COSTA ADRIATICA DA OTRANTO A LEUCA

Otranto è un borgo sul mare, davvero molto pittoresco… la sera d’estate c’è talmente tanta gente che sembra di essere al centro commerciale l’ultimo giorno dello shopping natalizio… per apprezzarlo meglio andare la mattina quando tutti gli altri sono in spiaggia.

Da non perdere:
1) la cattedrale: fantastico il mosaico a terra di prete Pantaleone (giustamente presente in tutti i libri di arte medievale), bella la cripta e davvero commovente la cappella degli 800 martiri, a destra dell’abside. Per immaginare le loro storie, lettura raccomandatissima è “L’ora di tutti” di Maria Corti.
2) la chiesetta bizantina di San Pietro, che è difficile trovare aperta, ma se vi riesce, sarete ricompensati.
3) il castello reso famoso dal primo romanzo gotico della storia della letteratura mondiale: “Il castello d’Otranto” di Sir Horace Walpole, breve e carino, ed anche abbastanza lettura da spiaggia! Anche in questo caso, gli orari di apertura sono a sorpresa, il Sud è così, ancora.


Ad Otranto si mangia pesce e si mangia solo Da Sergio, corso Garibaldi 9, 0836-801408; recentemente si è ampliato, ma io consiglio comunque di prenotare, anche perché non ci sono alternative in paese. Il servizio, molto presente, non lo definirei fulmineo, ma sanno come trattare il cliente che aspetta. Pescate tranquillamente dal menù, è tutto eccellente. Cantina di tutto rispetto.

Proseguendo da Otranto verso Leuca, altri posti interessanti sono:

SANTA CESAREA TERME, famosa per le terme e per le sue ville in stile eclettico, la più famosa è Villa Sticchi.

Villa Sticchi

Villa Sticchi

Leggermente all’interno si trova la chiesa dei santi Stefani, una chiesa rupestre bizantina vicino a POGGIARDO.
CASTRO MARINA, con la grotta della Zinzulusa.
SANTA MARIA DI LEUCA è la punta della penisola, e poco altro, ma siccome uno è arrivato fino qui, almeno andare a mangiare a PATÙ, a La rua de li travaj, Via Cavallotti 44 (vicino Piazza Indipendenza), tel. 349.0584531; d’estate aperto sempre, d’inverno chiuso il mercoledì. Raccomandatissimo.

LA COSTA IONICA & GALLIPOLI

Secondo me più insignificante di Otranto, il borgo di Gallipoli vale una passeggiata. Il mercato del pesce a piazza della Dogana è divertente da vedere, ma bisogna essere lì presto al mattino.
Gallipoli_PAN

Invece per godere dei numerosi locali che sono fioriti sui bastioni, bisogna essere lì dopo cena. E per cena?
Anche a Gallipoli si mangia pesce, e si può scegliere tra 2 ristoranti:
La Puritate, via Sant’Elia 18, tel. 0833264205,chiuso il mercoledì. Vicino alla spiaggia dello stesso nome, nessun volo pindarico, ma solida cucina di pesce.
Angolo Blu, via Carlo Muzio 45, tel 0833261500, chiuso il lunedì. Quello che davvero mi infastidisce di questo locale è che fanno due turni inflessibili tipo Gordon Ramsay a Chelsea, solo che loro non sono Gordon Ramsay. Io credo invece nei ristoranti che se vuoi un tavolo alle 21, ti prenotano un tavolo alle 21 se hanno posto, non ti dicono “il turno comincia alle 20,30”. Ciò premesso, il cibo è buono e cercano di accontentarti: noi gli abbiamo chiesto se fosse possibile avere spaghetti coi ricci di mare, ed il cameriere non ha fatto una piega, nonostante fossero fuori menù.

A PORTO CESAREO, U cannizzu, Piazza Nazario Sauro, 11, tel 0833 560335. Aperto sempre. Anche qui, sono anni che non ci vado… ma qui sotto potete vedere cosa ci siamo mangiati l’ultima volta…

U Cannizzu

Antipasto a U cannizzu

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