Fort McMurray, Alberta, Canada

Dal momento che me ne sto per andare, sarebbe ben ora che io dedicassi un post al posto che è stato casa per me negli ultimi 12 mesi.
Fort McMurray è abbastanza famoso in Canada, principalmente a causa dello sfruttamento delle sabbie bituminose, e a causa dell’animato dibattito che ne deriva.

Fino al 1778 solo i nativi delle First Nations vivevano quassù, conoscevano ed usavano il bitume per impermeabilizzare le canoe. Poi Peter Pond arrivò ed esplorò la regione, e per questo ha meritato l’indubbio onore di avere il mall locale che porta il suo nome.
Nel 1790 un tal Alexander MacKenzie fece la prima descrizione delle sabbie bituminose, ma fino alla Seconda Guerra Mondiale non glien’è fregato niente a nessuno. Attorno agli anni ’30 venne sviluppata la tecnologia per separare il bitume dalla sabbia, ma la produzione era molto limitata: il primo grosso impianto di una grossa compagnia apparve solo nel 1963.
Da quel momento in poi, il destino di Fort McMurray segue pari pari la storia dei conflitti e delle crisi del Medio Oriente: se il prezzo del petrolio dell’OPEC è alto, allora è conveniente separare l’olio dalle sabbie e la città si espande; altrimenti, la separazione è anti-economica, e la città regredisce.
Dal 2003 il prezzo del petrolio è sempre rimasto abbastanza alto, e l’ultima volta che il Canada ha controllato (nel 2011) più di 61mila persone vivevano stabilmente a Fort Mac.
A questi bisogna aggiungere tutti quelli che vengono a lavorarci durante la settimana più un certo numero di Temporary Foreign Workers, come mio marito.
Fort Mac è un posto di immigrazione sia dall’estero che dalle zone ad alta disoccupazione della costa est del Canada: ho visto adesivi sulle macchine in città, con su scritto “Fort McMurray è la seconda più grande città del Newfoundland” (la provincia corretta sarebbe l’Alberta…), ed alcune statistiche dicono che il 24% della popolazione proviene dalla costa est.

Questa storia di immigrazione operaia si riflette sull’aspetto di Fort McMurray, che certamente non si può definire come una bella città, e non solo se si viene da Roma.
Il centro ha un che di sciatto, ed è il posto dove si trovano la gran parte dei negozi, centri(ni) commerciali, motels, hotels, ristoranti (e tenete presente che qui in Nord America anche i punti vendita di McDonald’s si definiscono ristoranti) e pub. C’è anche un cinema a 6 sale che puzzano di vecchio ed un casinò che sembra un posto solo per uomini.
I “nuovi” quartieri residenziali di Thickwood Heights and Timberlea (dove abitavamo noi) sono sull’altra sponda del fiume Athabasca.

Le uniche attrazioni turistiche in città sono l’Heritage Park (che è ancora chiuso dopo l’inondazione dell’anno scorso) e l’Oil Sands Discovery Centre. A chi interessasse vedere da vicino un impianto, Suncor organizza visite in pullman. Info sul Fort McMurray Tourism web site.
Si possono trovare un paio di spiegazioni e dare un’occhiata alle macchine che venivano usate di fronte al sito di Syncrude, una 40ina di km a nord di Fort Mac, lungo la famigerata Hwy 63.


D’altra parte, Fort Mac può vantare una palestra enorme e bellissima su MacDonald Island.


Qui Northern Insights organizza conferenze tenute dagli oratori più vari: mentre ero qui mi ricordo Martha Stewart e l’astronauta Chris Hadfield.
Il centro ospita anche la libreria comunale, che ha svariati computer con accesso internet gratuito.
In questo momento è in construzione il nuovo stadio del football.
MacDonald Island ospita anche concerti e eventi della community (mostre, feste…)

Tutto sommato, in un paese non molto popoloso come il Canada (e specie come il nord del Canada!) dove puoi guidare per km tra un paesino in mezzo al nulla e l’altro, Fort McMurray è un posto decente.

Venendo all’aspetto che più ci interessa: food and drink.
Data la particolare origine e natura della sua populazione, Fort Mac non è un posto dove abbondano ristoranti gourmet o club trendy.
Per nutrirsi, si può scegliere tra tutte le maggiori catene Canadesi: the Keg, Moxie’s, Montana’s, Fuel/Earls; posti per mangiare burgers o steaks. Io preferivo Montana’s, l’unico posto dove la bistecca ti arriva cotta come l’avevi chiesta. E poi hanno sempre le patate dolci fritte, che io adoro!

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Ci sono anche tutte le altre catene, i fast food per capirsi: A&W (“the best junk food in Canada”), McDonald’s, Mucho Burrito and so on.

La pizza (tassativamente Margherita pizza, sennò sopra ci troverete di tutto) è commestibile da Earls e recentemente ha aperto un Famoso al nuovo aeroporto internazionale.

Ovviamente, abbiamo anche un Tim Horton’s: devo ancora mettere piede in un paese Canadese che non abbia un Tim Horton’s! E quello che dicono è vero: il caffettone (lungo) di Tim è il meglio che si possa trovare. Se insistete, Starbuck’s si trova all’interno dei supermercati Safeway supermarkets, ma non c’è confronto con quello di Tim.

Ci sono sicuramente altre opzioni in città, ma noi ci siamo dedicati soprattutto a conoscere la scena dei ristoranti giapponesi: non posso certo dire che li abbiamo provati tutti, ma ci sono piaciuti soprattutto Soleilki a Thickwood, e Spring Moon, downtown (103-8528 Manning Ave, ma hanno anche una succursale a Timberlea, meno buona).


Per bere, ci sono un mucchio di pubs, ma non ne abbiamo visitati molto (la sveglia in impianto è alle 5,15 am, 6 gg a settimana).
Uno dove prima o poi si finisce tutti è un Irish pub, il Paddy McSwiggins, a Thickwood, dove nel weekend c’è musica dal vivo e tutto il resto (inclusa una marea di gente e qualcuno decisamente troppo ubriaco).

In conclusione, vi lascio con il mio posto preferito a Fort Mac, un posto dove si può sia bere che mangiare: Wood Buffalo Brewing Company.
E’ una microbrewery, nel senso che fanno la loro birra, e ci si impegnano anche tanto: io prendo empre un Overtime IPA, ma c’è anche la possibilità di provarle tutte con il set 6 x 6oz da assaggio.
L’atmosfera non è male, è uno dei rarissimi posti dove i cocktail sono decenti (persino il Negroni, tiè) e il nuovo menù è buono.
Noi abbiamo provato le steaks, sia la Millionaire che la New York New York, e le abbiamo trovate molto buone (anche se avremmo apprezzato un po’ meno salsetta). A me è piaciuto il Brew Master Meatloaf e le sue spezie perfettamente equilibrate, mentre l’hamburgher a 3 piani The Decision, per quanto buono è davvero solo per gente molto, molto grossa.

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