Se questo è un carciofo

Adoro il Canada, dico davvero.
E semmai avessi nostalgia di casa, mi basta aprire la home page di uno qualunque dei siti dei giornali italiani: mi basta leggere i titoli principali per farmi realizzare quanto tutto sia migliore in Canada.
Be’, non esattamente tutto.
Il pane è meglio in Italia. E non voglio neanche menzionare quello che la gente qui in Nord America chiama “pizza”.
Il formaggio è meglio in Italia, tanto che me lo riporto ogni volta che vado a casa. E non voglio neanche menzionare quello che la gente qui in Nord America chiama “mozzarella”.
E poi, ovviamente, frutta e verdura sono migliori in Italia… mi manca il sapore dei frutta e verdura maturata in terra dal calore dei raggi del sole: peperoni, melanzane, zucchine… e non voglio neanche menzionare quello che la gente qui in Nord America chiama “pomodori”.
Quindi, quando l’altro giorno al supermercato ho visto questi:

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non ci ho capito più niente, e già fiaccata da un lungo e freddo inverno a base di zucca e cavolfiori, ho ceduto di schianto.
I carciofi sono la primavera. E noi quassù l’abbiamo aspettata a lungo…
In ogni caso ce n’erano tre nel carrello prima che mi accorgessi di averli presi.
Ma il mio dev’essere un inconscio sospettoso, tant’è che ne ho presi solo 3, essendo così diversi da quelli cui sono abituata in Italia.
Avevo deciso di fare i carciofi ammollicati, un contorno tipico della Calabria, la regione d’origine di mio padre: in pratica sono carciofi a spicchi in padella con uno spicchio d’aglio. Quando sono cotti ci si aggiunge un miscuglio di pan grattato, origano secco e pecorino a cubetti piccolissimi.
Sono molto buoni, e molto mediterranei.
L’ideale per la nostalgia.

Ma è stato quando li ho assaggiati per vedere se fossero cotti che ho infine capito che il mio inconscio sospettoso aveva ragione: avrei dovuto buttare almeno un altro giro di foglie, anche se sembravano abbastanza tenere in realtà non lo erano!
Fossi stata a Roma, avrei buttato tutto e sarei tornata al banco del mercato, a farmi ridare i soldi dal fruttivendolo.
Ma io posso essere testarda, e chiamarla tenacia.
Ok, i carciofi non erano buoni da mangiare da soli, ma li potevo trasformare agevolmente in risotto.
Be’, alla fine neanche tanto agevolmente, perchè dopo aver frullato i carciofi con il frullatore ad immersione, ho anche dovuto passare la crema attraverso un colino per eliminare le fibre: alcune erano dure come spine di pesce!
Ma com’è che si dice? Tutto è bene quel che finisce bene!
E il risotto era davvero buono. Soprattutto così cremoso aveva un aspetto molto da ristorante, anche se non si direbbe dalla foto orribile qua sotto.
Chiaramente, il mio inconscio oltre che sospettoso era anche parecchio scoraggiato, e non aveva preparato la macchina fotografica, quindi la foto è stata fatta con il telefono… Sorry!

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RISOTTO AMMOLLICATO ALLA CREMA DI CARCIOFI

Ingredienti, per 2 persone:
3 carciofi
1 limone
1 spicchio d’aglio
1 tazza di riso (qui trovo l’Arborio, ma in Italia usavo il Vialone Nano)
20 gr pecorino
1 pizzico origano secco

Istruzioni:
Prima di tutto, riempite d’acqua fredda una ciotola e spremeteci il succo del limone: l’acqua acidulata impedisce al carciofo di annerire.
Pulire i carciofi: tagliare il gambo, pelarlo dalla parte verde scura, tagliarlo a pezzi e tuffarlo nella ciotola con l’acqua acidulata.
Una nota sul gambo: al mercato, la lunghezza del gambo è sintomo di freschezza, perchè man mano che il carciofo invecchia, il fruttarolo taglia il pezzo del gambo che è diventato brutto e vecchio.
Poi eliminare le foglie esterne del carciofo fino a raggiungere le foglie interne, molto più chiare. Se siete in dubbio, meglio togliere un altro giro: le foglie troppo dure non sono masticabili neanche dopo luuuuuuuuunga cottura e farebbero l’effetto di un chewing gum disgustoso.
Infine tagliare il terzo superiore di ogni carciofo con un taglio leggermente obliquo, per eliminare le punte acuminate.
Tagliate il carciofo a metà e con un coltellino affilato eliminare le barbe, quella peluria che cresce nel cuore del carciofo.
Fatto ciò, tagliate il carciofo a spicchi e tirateli nell’acqua acidulata.
In una padella, scaldare un cucchiaio d’olio con uno spicchio d’aglio, poi cuocere i carciofi finchè sono teneri, una ventina di minuti.
Eliminate l’aglio, fate freddare i carciofi e poi frullateli.
Fate il risotto, e mentre si cuoce, tagliate una fetta molto sottile di pecorino: poi sbriciolatela in pezzettini piccolissimi.
Aggiungete al pecorino un pizzicone di origano secco.
Quando il risotto è pronto, mescolateci la crema di carciofi.
Impiattate e spolverate ogni piatto con il miscuglio di pecorino e origano.

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