Gravlax, dalla Svezia

Nel 2008, C ha passato 6 mesi a Singapore per lavoro: all’epoca siamo stati parecchio seccati per la lunga separazione; adesso riconosciamo che quell’esperienza ci ha portato anche dei vantaggi.
Ad esempio, avendo soggiornato sempre all’ Holiday Inn, C ha accumulato talmente tanti punti IHG che nel 2009 abbiamo potuto passare 4 notti gratis nel lussuoso Intercontinental Grand Hotel a Stoccolma, l’hotel dove i vincitori del premio Nobel alloggiano quando vanno a ricevere le loro onorificienze.
La stanza aveva tutti i comforts e le amenità di quelle, sicuramente magnifiche, in cui mettono i vincitori del Nobel: quella che hanno dato a noi, invece, era al piano terra ed affacciava su una chiostrina di servizio.
Dal che abbiamo capito che quello che si paga in realtà è la vista.

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E, a proposito di vista, la colazione veniva servita nel ristorante The Veranda, fronte strada, sul porto ed il Palazzo Reale.
La colazione consisteva in un buffet enorme, che ci ha impegnato per alcune mattine nel tentativo di assaggiare tutto.
Però una cosa che abbiamo notato immediatamente è che c’erano DUE piatti di salmone: su uno c’era scritto “smoked” e sull’altro “gravad lax“.
Noi non avevamo idea di cosa fosse il gravad lax, e né google né wikipedia potevano essere utili, dal momento che non possedevamo uno smartphone nel 2009.
Quindi abbiamo fatto ricorso a metodi di conoscenza più tradizionali: abbiamo assaggiato.
Era buono, sicuramente non affumicato, con un sapore strano, sicuramente molto aneto.
Per me, famosa per non essere una fan del salmone, non poteva competere con le aringhe, quindi me lo sono del tutto dimenticato.

Ma qui in Canada sono sempre alla ricerca di modi nuovi e diversi per mangiare il salmone, dal momento che salmone dobbiamo mangiare, per mancanza di alternative.
C si è ricordato del gravad lax, e questa volta con internet al nostro fianco!
Abbiamo scoperto che il gravad lax, or gravlax, è salmone marinato per almeno 2 giorni in una miscela di sale e zucchero, con un sacco di aneto.


Ed è talmente semplice che in pratica si fa da solo.
Step 1: mescolare uguali quantità di sale e zucchero con un po’ di pepe macinato, e con la metà di questo miscuglio coprire il fondo di una teglia (meglio se di vetro o di ceramica). La teglia dovrebbe avere più o meno la dimensione di un filetto di salmone. Adagiare il filetto di salmone e ricoprire con abbondanti rametti di aneto.
Step 2: coprire con l’altro filetto di salmone.
Step 3: versarci sopra il rimanente miscuglio di sale e zucchero. Coprire con pellicola trasparente e con dei pesi (noi abbiamo usato lattine di Coca Cola). Mettere in frigo per 24 ore,  in cui il salmone tirerà fuori molto liquido, poi tirarlo fuori per rigirarlo sottosopra, cercando di coprirlo bene con il sale. Poi rimettere in frigo per altre 24 ore.
Step 4: trascorse le 48 ore, asciugare e pulire il salmone, buttando l’aneto e i resti della marinata (in realtà, per risparmiare tempo e scottex, bisognerebbe utilizzare salmone con la pelle, ma non l’abbiamo trovato). Infine affettare sottilmente il salmone e disporre le fette su un piatto da portata.

Gravlax meal
Noi l’abbiamo servito con Irish soda bread e con due salsinea base di panna acida: una con mostarda e aneto e l’altra con pepe ed erba cipollina.

Inoltre, per nutrirsi nei 2 giorni in cui il salmone sta a marinare, abbiamo usato i ritagli dei filetti…

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