Gravity

Confesso di non aver mai visto “Y tu mama tambien”: la mia esperienza di Alfonso Cuaron come regista si limita alla trasposizione cinematografica del mio Harry Potter preferito (il prigioniero di Azkaban), che ho molto apprezzato, e al fantascientifico-futuribile “I figli degli uomini”.

Comincio allora col dire che “Gravity” non è un film di fantascienza.

gravity-locandina
Il genere sci-fi prevede un assunto fanta, e poi uno svolgimento coerente anche dal punto di vista della scienza. E’ così da sempre: in “2001: odissea nello spazio” gli uomini del futuro sono in grado di viaggiare nello spazio e tutta la vicenda consegue all’assunto fanta di un intelligenza artificiale che impazzisce; in “Alien” l’assunto fanta è che esistano dei mostri alieni cattivissimi e che uomini sinistri siano pronti a sacrificare un intero equipaggio per catturarne uno; nella saga di “Guerre Stellari” c’è un malvagio Impero Galattico che vuole assoggettare ai suoi piani tutta la galassia lontana lontana però dotata di armi laser e navi che fanno il salto nell’iperspazio… e così via, passando per “Terminator” (le macchine che prendono il sopravvento sugli uomini), “Blade runner” (un gruppo di replicanti si ribella ai suoi creatori) e “Matrix” (l’umanità inconsapevole della sua schiavitù viene sfruttata dalle macchine per produrre energia).
Questo per citare solo i primi 6 film di fantascienza che mi sono venuti in mente.

Per tornare a Cuaron, i fatti di Gravity sono tutti fatti che possono succedere oggi: non solo sono compatibili con la tecnologia odierna, ma sono addirittura plausibili …viene da pensare “come mai non è ancora successo veramente?”.
Anzi, siccome mi pare che il programma shuttle abbia chiuso i battenti nel 2011, “Gravity” sarebbe addirittura ambientato nel passato…😉

RIASSUNTO
Lo space shuttle Explorer si trova su un’orbita geostazionaria a 372 miglia sopra la superficie terreste per riparare il telescopio spaziale Hubble.
Mentre la dottoressa Ryan Stone (Sandra Bullock), alla prima esperienza nello spazio, sta cercando di capire cosa non va in un’apparecchiatura che non trasmette dati a Terra, l’esperto capitano dello shuttle, Matt Kowalski (George Clooney) invece ronza attorno allo shuttle con il jet-pack, chiacchierando con Houston sul fatto che ha un brutto presentimento su questa missione, per lui l’ultima.
Infatti dopo 10 minuti, Houston comunica che la missione è aborted e di rientrare immediatamente perchè un incidente ad un altro satellite ha generato un’ondata di space debris.
Non fanno in tempo: i detriti li prendono in pieno, distruggendo lo shuttle, uccidendo gli altri astronauti e scaraventando la dottoressa Stone nello spazio aperto.

Le caratteristiche dello spazio sono i nemici da vincere per riuscire a tornare sulla Terra: la mancanza di ossigeno, l’assenza della gravità terrestre ed il vuoto.
Kowalski recupera la Stone e poi, rimasti senza contatti con Houston, entrambi si dirigono alla stazione spaziale internazionale, e in caso fino a quella cinese, per tentare di trovare un modo per rientrare sulla Terra, sempre “inseguiti” dallo sciame di detriti spaziali.
Raccontare oltre sarebbe spoiler, quindi mi fermo, citando solo una frase da “Le ali della libertà”: o fai di tutto per vivere, o fai di tutto per morire.

IL MIO INSINDACABILE GIUDIZIO
“Gravity” è uno dei film che mi ha colpito di più in questo 2013, abbastanza avaro di soddisfazioni finora.
Premetto che è un film da vedere ASSOLUTAMENTE in 3D, essendo ambientato tutto o quasi nello spazio: ogni scena trasmette la sensazione di galleggiare nello spazio, senza poter influire in alcun modo sul proprio movimento.
Meravigliose le immagini della Terra sullo sfondo della prima scena in cui gli astronauti sono al lavoro.
Poi c’è la scena dell’incidente: lunghissima, stressante… noi seguiamo Ryan, prima legata allo shuttle che comincia a ruotare su se stesso, poi scaraventata nello spazio quando il suo frammento si stacca dallo shuttle, ed infine lanciata nel vuoto. Sentiamo il suo respiro affannato e in cuffia la voce di Kowalski che le dice cosa fare.

I dialoghi sono al servizio della trama. Nella scena iniziale, il dialogo sottolinea la quiete: il capitano Kowalski dichiara che la cosa che gli piace di più del suo lavoro è la vista, e la Stone risponde che lei apprezza di più il silenzio.
Dopo l’incidente, i dialoghi non sono neanche dialoghi, sono più monologhi in cui i personaggi parlano per cercare di farsi coraggio.
Ho trovato tutto fatto benissimo, anche l’alternanza tra colonna sonora e silenzio.

Per quanto riguarda i (due) personaggi.
Leggevo su Vogue un’intervista a Sandra Bullock, in cui diceva che era stato impegnativo per lei prepararsi ed addestrarsi per le scene del film… ma adesso che l’ho visto, capisco benissimo perchè non abbia rinunciato all’occasione di girare un one-woman show come questo! La nomination all’Oscar è pressoché sicura, per un’interpretazione che è un mix riuscito di vulnerabilità e tenacia, nel bene e nel male.
La performance della Bullock potrebbe mettere in ombra quella di George Clooney, che invece è perfetto nel suo ruolo: all’inizio Kowalski sembra uno che cazzeggia mentre gli altri lavorano, ma quando arriva l’emergenza esce fuori tutta la sua esperienza non solo nel gestire le problematiche spaziali ma anche le persone: e Clooney rappresenta benissimo il mix di durezza e tenerezza con cui Kowalski manipola la Stone in modo da farle fare ciò che è necessario.
Sue le due battute migliori del film: quando da Houston gli comunicano la rottura del satellite, commenta “half of North America just lost their Facebook”… e, definendo il suo ruolo nella missione, dice “You are the genius here, I am just the bus driver”.

E sicuramente ci saranno delle stupidaggini scientifiche che qualcuno più nerd della sottoscritta saprà trovare: io personalmente ho dei dubbi solo sulla velocità dei detriti nel fare il giro del mondo e ricapitare per distruggere stazioni spaziali esattamente quando ci arrivano i protagonisti…
ma, come nel caso della nave che “ha fatto la rotta per Kessel in meno di 12 parsec”, non è importante!

Voto: 8

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